Intervistiamo Riccardo Di Benedetto, giovane maestro di monta in libertà

Io ho dato loro la vita, e loro mi hanno dato la gloria

Riccardo di Benedetto

Da sempre HorseHD è interessato a far conoscere la storia delle persone che vivono il mondo del cavallo. Oggi abbiamo intervistato per voi Riccardo Di Benedetto, giovanissimo siciliano che ha portato il lavoro in libertà con i suoi pezzati in giro per l’Italia.

CIAO RICCARDO, PARLACI DELLA TUA PASSIONE PER IL CAVALLO

La passione per i cavalli c’è sempre stata, ma non c’è mai stata la cultura dell’equitazione fatta per bene, mi limitavo a passeggiate a cavallo. Sono cresciuto a stretto contatto con la natura e i cavalli. A 13 anni mi sono dovuto allontanare dai cavalli per una grave malattia al cervello. Dopo l’intervento e la mia riabilitazione, ho capito che l’amore per i cavalli era l’unica cosa che mi era rimasta, dal momento che molti dei miei amici si erano allontanati, tranne uno che porterò sempre nel cuore.

Riccardo di Benedetto

CON QUALE CAVALLO HAI CAPITO CHE POTEVI INIZIARE UN LAVORO IN LIBERTÀ?

La prima cavalla che ho preso è Encanto, una paint che ho salvato dal macello. Mi ci misi un pò a giocare e a lavorarci e vedevo che la cavalla apprendeva molto facilmente; finché dopo diversi mesi di lavoro, decisi di togliere la testiera e mi accorsi che la cavalla ascoltava i miei comandi, c’era una sinergia ed una grande fiducia tra me e lei, nonostante fosse molto paurosa, si è subito fidata di me.

Riccardo di Benedetto
Riccardo ed Encanto in un loro spettacolo

COME INIZI IL TUO LAVORO?

“Inizio desensibilizzando il cavallo su qualsiasi cosa, che sia un puledro o che sia un cavallo adulto. Questo lavoro mi ha aiutato anche con cavalli di clienti per avere la loro fiducia ed eliminare alcuni dei loro vizi che possono trasformarsi in paure, problematiche, fobie, dovuti ad una mala gestione del cavallo o maltrattamenti, anche perchè la maggior parte delle volte siamo noi a sbagliare.

Riccardo di Benedetto

COSA INTENDI PER LAVORO?

Per me lavoro è anche quello che si fa nel box, ad esempio spazzolare il cavallo con la porta aperta, il cavallo non esce senza il mio comando. Tutto può diventare lavoro, e tutto è basato su delle regole a partire dal primo giorno. Il cavallo deve essere educato come un figlio. Io mi ritengo uno di loro, sono il loro leader, che è ben diverso da chi comanda, perchè io lavoro con loro.

Riccardo di Benedetto

SECONDO TE OGNI CAVALLO E’ PREDISPOSTO AL LAVORO IN LIBERTÀ?

Ogni cavallo ha bisogno del proprio spazio e del proprio tempo; far rilassare e tranquillizzare un cavallo significa fargli acquisire una certa sicurezza e fiducia verso il cavaliere o chi lo gestisce, attraverso dei giochi o esercizi vari. Dopo tanto lavoro e tanta esperienza, secondo me ogni tipo di cavallo può essere adatto al lavoro in libertà.

Riccardo di Benedetto

PARLACI DEL GRUPPO DI CAVALLI CON CUI LAVORI

Dei miei cavalli, due provengono dal macello, e uno è un cavallo che faceva le corse clandestine E dopo che ne aveva perse un sacco, lo avevano abbandonato a se stesso e io l’ho recuperato. Non è facile creare un gruppo di cavalli, perché l’ultimo cavallo che entra nel gruppo viene sempre scalciato, messo da parte, allontanato dal gruppo. Qui l’addestratore deve essere un buon leader e deve fare da tramite, attraverso degli esercizi, richiamando se necessario il capobranco, affinché la new entry non venga vista come una minaccia. L’ultima paint non volevo prenderla, poi sono venuto a conoscenza che l’ex proprietario non riusciva più a tenerla per i suoi diversi impegni e quindi veniva molto trascurata, al ché ho deciso di prenderla. Ora il mio gruppo è composto da quattro cavalli pezzati, perlopiù con un brusco passato alle spalle; ho scelto cavalli «difficili» perché hanno avuto un passato difficile come il mio. A me non interessa vedere cavalli bellissimi, ma interessa ciò che emanano e cosa riescono a darmi. Il mio motto è «Io ho dato loro la vita, e loro mi hanno dato la gloria» e li ringrazierò per sempre.

Riccardo di Benedetto
Riccardo Di Benedetto e il suo gruppo di cavalli

QUANTO TEMPO DEDICHI AL LAVORO e ALL’ALLENAMENTO GIORNALIERO?

Dipende se ci sono figure nuove da insegnare o se è un allenamento giornaliero, al quale dedico pochissimo tempo, a volte anche una mezz’oretta. Utilizzo il metodo del numero 3: rifaccio fare l’esercizio per tre volte, significa che se alla prima e seconda volta è stata fortuna, la terza volta è una conferma della corretta esecuzione. Visto che lavoro con un gruppo di quattro cavalli, può capitare che uno di loro durante l’allenamento si metta a giocare, o non sia dell’umore giusto o si distrae o si mette a mordicchiare gli altri, quindi non ho un’orario fisso di allenamento. Però una volta che ognuno di loro lavora bene e lavora bene anche in gruppo mi fermo, sono felice così.

Riccardo di Benedetto
Lavoro in libertà in un uliveto

I TUOI CAVALLI SONO TENUTI IN BOX?

I miei cavalli stanno sempre al paddok, solo la sera li metto in box, quindi sono molto rilassati. a volte mi ci metto a giocare anche nel paddok mettendo alla prova il lavoro fatto in campo, ma con delle distrazioni (come ad esempio il fieno, l’erba o il mangime).

Riccardo di Benedetto

HAI PARTECIPATO A Talenti&Cavalli 2018, UN EVENTO PROMOSSO DA FIERA CAVALLI VERONA. COME TI SEI SENTITO QUANDO SEI ENTRATO IN CAMPO PER LO SPETTACOLO?

Mi sono sentito molto emozionato ed elettrizzato. Un pò spaventato, perchè avevo molta voglia di dimostrare quanto valevo e valorizzare il mio paese siciliano, terra di tantissimi cavalli. Ero molto preso dall’esibizione, perchè comunque c’era una giuria e delle votazioni. Quando ero davanti la giuria pioveva fortissimo. Tutti sappiamo che i cavalli adorano rotolarsi quando trovano un campo soffice! Ho avuto un colpo al cuore non appena sono entrato in campo e i cavalli si sono distratti e hanno iniziato a rotolarsi! Sono stato bravo a non far notare il disguido, e quindi la giuria ha apprezzato tantissimo la mia esibizione premiando specialmente il galoppo «sfrenato» in libertà con i miei pezzati. E ho vinto il terzo posto!

Riccardo di Benedetto
Riccardo e i suoi paint nell’arena di Fiera Cavalli Verona 2018, foto a cura di Annalisa Parisi

COME SI SONO COMPORTATI I TUOI CAVALLI?

I miei cavalli già da anni partecipavano ad eventi e spettacoli. Ho dovuto sensibilizzarli a musica, luci, applausi, senza considerare poi lo stress del viaggio. Tante cose si attenuano solo con l’esperienza.

Riccardo di Benedetto

COME FAI A GESTIRE I CAVALLI COSI’ LIBERI?

A monte dello spettacolo, c’è un lavoro con il cavallo, che tramite tanti esercizi è stato condizionato a rispondere ai comandi senza costrizione. Senza uso di bardature e altri attrezzi, ma solo con tanto tempo. Mi è capitato di aver cavalli che all’inizio scappavano, anche se era bello vedere il cavallo libero, e dopo la galoppata aveva fiducia in me e ritornava, cercando un porto sicuro e cioè me.

Riccardo di Benedetto

TI È MAI CAPITATO DI NON RIUSCIRE A GESTIRE UN CAVALLO DURANTE UN TUO SHOW?

Mi è capitato che durante uno spettacolo il cavallo era pauroso, magari impaurito da luci forti o musica troppo alta, ma nonostante tutto finivo lo spettacolo nel migliore dei modi ed una volta che tornavo a casa mi mettevo a lavorare su quel problema. Se ad esempio il problema era la musica, mi facevo prestare l’impianto da un amico e la mettevo al massimo; poi mettevo il fieno al centro del campo, e il cavallo con il desiderio di mangiare, stava lì, ascoltava la musica mangiando e io lo accarezzavo, lo spazzolavo. Anche questa è una forma di lavoro.

Riccardo di Benedetto

HAI MAI UTILIZZATO IL COLLARE?

No, non ho mai utilizzato il collare. Io con il mio metodo esprimo anche la mia libertà, non solo quella dei miei cavalli. Al massimo uso un frustino semplice, per direzionare il cavallo. Per me sono una sorta di prolunga delle braccia.

Riccardo di Benedetto
Riccardo ed uno dei suoi pezzati in uno show

CHI È IL TUO IDOLO NEL MONDO EQUESTRE E PERCHÉ?

Non ho un vero idolo, ma uno dei più nobili ed imbattibili è certamente Lorenzo HorseShow che lavora con quasi 10 cavalli, la particolarità è che lo fa stando in piedi sulle groppe. Lui ha raggiunto un livello altissimo, grazie alla sua nobiltà e alla sua originalità. Sono molto affascinato dal suo mondo.

Riccardo di Benedetto

IN COSA CONSISTE IL TUO METODO DI LAVORO IN LIBERTÀ?

“Ho sempre cercato di utilizzare un mio metodo di approccio e di lavoro con questo nobile animale. Sarei molto felice che il mio metodo sia un punto di riferimento per gli altri, tenendo conto anche della mia storia, perché tutti possono raggiungere un obiettivo.

Riccardo di Benedetto

CHE CONSIGLI A CHI VUOLE INTRAPRENDERE LA MONTA IN LIBERTÀ?

“Iniziare in un campo piccolo o in un tondino così da gestire meglio il cavallo, una volta acquisita la fiducia e l’interesse da parte del cavallo. Un po’ di lavoro alla corda, il tono della voce è importantissima, la postura anche se lavoriamo da terra, il nostro sguardo. Si inizia con dei giochi o degli esercizi per attirare la loro attenzione, parliamo comunque di animali imponenti. Ci vuole tanta caparbietà in quello che si fa e ci si deve sempre credere.

Riccardo di Benedetto

COSA TI ASPETTI DAL FUTURO?

Sicuramente imparare ancora molto, ritengo che i migliori insegnanti siano loro. Dai libri puoi imparare molto, ma starci a contatto e starci in mezzo capendo i loro comportamenti, ci insegna ancora di più. Dobbiamo essere bravi a cogliere l’attimo.

Riccardo di Benedetto

Ringraziamo Riccardo per la pazienza e per averci aperto un mondo a noi poco conosciuto: la monta in libertà.

Salve a tutti, sono Carmen, classe '96, beneventana e la passione per il mondo dell'equitazione mi accompagna sin da piccolissima. Oltre a possedere dei cavalli con cui faccio trekking presso l'azienda agrituristica di famiglia "Casale Vitelli", sono ormai anni che mi dedico in modo agonistico alla monta americana, in particolar modo al reining. Oltre questo come detto prima mi dedico all'equitazione di campagna o meglio al trekking, facendo parte attiva dell'associazione "Mutria Cavalieri" del mio paese beneventano: Cusano Mutri. Infine, nel mio curriculum country, mi sono avvicinata anche al ranch sorting, partecipando a gare regionali campane. Spero di trattare argomenti interessanti e di rispondere a possibili vostre domande riguardo il mondo equestre ed in particolare quello americano. Carmen

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