La doma del cavallo americano

L’approccio al puledro dalle prime fasi della vita, sino alla messa in sella.

Sin da tempi antichi l’uomo si è servito del nobile cavallo, conquistando il suo territorio (a volte invadendolo) e ha cercato di capire come instaurare con esso un rapporto basato sulla fiducia sin dalla nascita.

Con l’avvento degli allevamenti, i puledri interagiscono con l’umano già a partire dalle prime ore di vita; ragionamento ben diverso è per i puledri che nascono allo stato brado.

Cavalli appaloosa allo stato brado

Nei primi mesi di vita, la prima cosa che un allevatore solitamente fa, è mettere la capezza al puledro, alcuni aggiungono una piccola lunghina che arriva sino a sotto i piedi anteriori. Questo per abituarlo già da piccolo alle pressioni sul naso, nonché pian piano alla conduzione a mano.

Puledra quarter buckskin di pochi mesi con capezza

DIFFERENZE TRA DOMA ed ADDESTRAMENTO

La doma, richiede una grande conoscenza ed esperienza da parte del cavaliere, senza improvvisarsi tale. In questa fase si pongono le basi che porteranno a formare un cavallo sicuro di se e affidabile. Nel momento di doma, si fa conoscere al cavallo la sella e il peso del cavaliere. Inoltre in questa fase vi è un gran lavoro di desensibilizzazione (ad esempio far conoscere al cavallo buste e sacchi volanti, suoni, condurlo a mano in passaggi d’acqua e diversi luoghi e tanto altro).

L’addestramento è lo step successivo, ovvero la formazione tecnica del cavallo. Nel caso del cavallo americano e quindi discipline quali il reining, o lavoro con il bestiame (cow horse) ed altre discipline simili, verranno impartite al cavallo manovre precise, come ad esempio lo spin, il back, il rollback, lo stop, cerchi grandi e piccoli più precisi; queste manovre andranno a consolidarsi e a perfezionarsi nel tempo con l’allenamento e soprattutto se seguiti da un buon addestratore o trainer.

A CHE ETA’ PUO’ INIZIARE AD ESSERE LAVORATO UN PULEDRO?

Il mondo del cavallo americano è sempre stato criticato, poiché secondo alcuni il puledro viene maneggiato e lavorato troppo presto. In realtà non è così. Ogni cavallo ha il suo tempo, ha la sua crescita (lenta o rapida) ed ha le sue caratteristiche. Nel reining ad esempio, i puledri iniziano a conoscere la sella tra i 2 e i 3 anni, a seconda della loro struttura e formazione corporea.

Considerando che ci sono eventi internazionali che aumentano la fretta di addestrare puledri da competizione (ad esempio il Futurity dei 3 e 4 anni), sicuramente si inizia un pò presto a “mettere sotto” i puledri.

Ricordiamo che prima di iniziare il lavoro con un puledro, si consiglia una visita veterinaria, per capire se il cavallo è pronto, ed evitare eventi spiacevoli come fratture, artriti ed altre tipologie di infiammazioni dovute al troppo e precoce lavoro.

LA DOMA DEL CAVALLO DA LAVORO

Un futuro cavallo da lavoro, dovrà essere in grado di gestire tante situazioni come ad esempio prese con il rope, manovre per spostare vitelli e soprattutto la conduzione ad una mano (cavallo “smazzettato”).

Per iniziare, vi sarà una fase di “groundworking”, ovvero lavoro da terra, per stabilire con il puledro un rapporto di fiducia ma allo stesso tempo di rispetto degli spazi. Il lavoro da terra solitamente viene svolto in campo con il lavoro alla corda o nel tondino.

Lavoro alla corda e desensibilizzazione con una busta

Le basi sono i comandi vocali: alcuni utilizzano la “ranocchia” per far avanzare, il “bacetto” per le partenze al galoppo, il “fischio” per rallentare o il “woh” per la fermata.

Nel lavoro da terra inizia anche la conoscenza del rope con una desensibilizzazione sul cavallo.

Puledra in fase di doma, agganciata con un rope

Una volta che si è sicuri che il cavallo ha imparato i comandi vocali (pratica più diffusa), si passa alla conoscenza della sella e dei finimenti. Ci sono cavalli che accettano subito questi strumenti, mentre altri impiegano un pò di tempo in più; l’importante è agire con calma, così da renderlo tranquillo e non traumatizzarlo. La raccomandazione è di affidarsi sempre ad un buon addestratore, perchè questa è la fase più delicata del lavoro con il puledro.

Far conoscere la sella al cavallo non significa metterla in groppa con sottosella, stringere il sottopancia e lasciarlo andare, ma bensì agire con estrema calma. Quante volte abbiamo sentito di puledri o cavalli che nel momento in cui sentono il sottopancia stringersi, si ribaltano? Ecco, bisogna evitare eventi simili.

Solitamente il lavoro viene svolto gradualmente, partendo da un lavoro in capezza o sidepull e arrivando con calma all’uso di un filetto o bosal. Una volta che il puledro avrà iniziato ad accettare questi strumenti, si passerà al sottosella e alla sella. Alcuni iniziano con un fascione da lavoro e addestramento, così da far capire al puledro la pressione di un futuro sottopancia.

Utilizzo del filitto per la prima volta sulla puledra

Si lavorerà da terra inizialmente, e solo quando ci sarà un’intesa tra cavallo e cavaliere si procederà alla messa in sella. C’è da dire che ogni addestratore ha i suoi metodi, e ogni cavallo ha un carattere diverso.

Puledra appaloosa in fase di doma presso Last Hunter Ranch GD.
Trainer: Giuseppe Di Cerbo

Il puledro verrà montato seguendo criteri e schemi ben precisi. Si inizierà sicuramente con un lavoro in piano alle tre andature, insegnando sicuramente le direzioni, la fermata, lavorando sui cerchi e sui dritti.

Nella fase successiva, ovvero quella dell’addestramento, una volta che il cavallo padroneggia bene le basi, con un lavoro continuato e costante, potrà passare allo step successivo.

Lo step successivo sarà il lavoro in campo, iniziare a mettere delle pressioni al cavallo, lavorando su determinate parti del suo corpo, nonché con tanta calma e pazienza insegnargli quello che sarà il suo lavoro: il reining, il roping, il team penning, il barrel, il mountain trail e così via.

Prima fase di addestramento, lavoro al galoppo

Tutta la parte dell’addestramento verrà trattata in un prossimo articolo.

Salve a tutti, sono Carmen, classe '96, beneventana e la passione per il mondo dell'equitazione mi accompagna sin da piccolissima. Oltre a possedere dei cavalli con cui faccio trekking presso l'azienda agrituristica di famiglia "Casale Vitelli", sono ormai anni che mi dedico in modo agonistico alla monta americana, in particolar modo al reining. Oltre questo come detto prima mi dedico all'equitazione di campagna o meglio al trekking, facendo parte attiva dell'associazione "Mutria Cavalieri" del mio paese beneventano: Cusano Mutri. Infine, nel mio curriculum country, mi sono avvicinata anche al ranch sorting, partecipando a gare regionali campane. Spero di trattare argomenti interessanti e di rispondere a possibili vostre domande riguardo il mondo equestre ed in particolare quello americano. Carmen

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